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Domande frequenti

Le domande che ci fanno per prime.

Se hai ulteriori dubbi o domande, puoi scriverci direttamente e ti risponderemo entro 24 ore.

Riservatezza

Gli atti passano da un vostro server?

No, e non c’è un server da cui possano passare. L’analisi gira sul tuo computer, modello linguistico compreso. L’app apre due soli indirizzi, gli aggiornamenti e il tuo account, e ogni richiesta verso qualunque altro viene annullata prima di partire.

Funziona senza rete?

Sì, per intero. Apri l’app, apri una pratica, analizzala, esportala: niente di tutto questo chiede la rete. È la prova che rifacciamo a ogni rilascio, perché un avvocato in un’aula senza campo apre questa app.

Raccogliete statistiche d’uso?

Nel programma no: nessuna analitica e nessuna segnalazione automatica di errore, quindi quello che fai su un atto non esce dal tuo computer. Su questo sito le statistiche partono solo se le accetti dal banner, e il no vale quanto il sì: la pagina funziona identica.

Che cosa vede il controllo degli aggiornamenti?

Un indirizzo IP e uno user-agent, come qualunque scaricamento. La richiesta è un GET su un file statico uguale per tutti: non porta la tua e-mail, non porta il token, non porta un identificatore di questo computer. Il rovescio è che non sappiamo quante copie sono installate.

Dove finisce la corrispondenza fra segnaposto e nomi veri?

Sul tuo computer, cifrata con il portachiavi di sistema. Se cancelli la pratica, la corrispondenza sparisce con lei e da quel momento la risposta dell’AI non è più ricomponibile. È voluto: un dizionario che sopravvive alla pratica è un archivio di dati personali che nessuno ha chiesto.

Il prodotto

Che differenza c’è fra anonimizzare e oscurare?

Oscurare vuol dire coprire: sotto il rettangolo nero non resta niente, e non torna. Omissia invece sostituisce, e la sostituzione si può disfare. Al posto del nome mette un segnaposto stabile, tu incolli il testo nel modello, e quando la risposta torna l’app rimette i valori veri dove stavano. È il motivo per cui esiste: un atto oscurato lo puoi archiviare, ma non puoi rileggerci sopra la risposta di un’AI. Tecnicamente quella che facciamo è una pseudonimizzazione e non un’anonimizzazione, e lo scriviamo perché è la differenza che conta il giorno in cui devi spiegare che cosa hai fatto.

Che file legge?

.pdf, .docx, .odt, testo semplice (.txt, .text, .md, .markdown) e le immagini di una scansione (.jpg, .jpeg, .png, .tif, .tiff), oltre al testo incollato. Un PDF senza livello di testo non viene più rifiutato: le pagine che il testo non ce l’hanno vengono lette qui sul computer, e un’immagine diventa un PDF di una pagina appena entra. Nessuno script del documento viene mai eseguito. Un file rinominato .docx viene rifiutato, non aperto.

Legge i PDF scansionati?

Sì, e le pagine restano su questo computer. Un PDF senza livello di testo non viene più rifiutato: l’app riconosce da sé le sole pagine che il testo non ce l’hanno (quelle che ce l’hanno già non costano niente), dice a che pagina è arrivata e si ferma con Annulla. Anche un .jpg o un .png di una scansione entrano: diventano un PDF di una pagina all’ingresso. Nessuna immagine lascia la macchina.

Serve solo per l’AI?

No. Il modello è l’occasione per cui la maggior parte lo installa, non l’unico posto in cui un atto finisce: il collega che deve dare un parere, il praticante che prepara la memoria, il consulente tecnico, il cliente che chiede di vedere un precedente simile al suo, la controparte che riceve un allegato. Il giro è lo stesso e si ferma un passo prima: si esporta e il ritorno dei nomi non si usa. Su un PDF i valori non sono coperti ma tolti dal file, insieme ai metadati e alle proprietà. Quando il ritorno non serve per niente, il caso si apre senza dizionario e nessuna corrispondenza viene costruita né salvata.

Su quali sistemi gira?

macOS, Windows e Linux. Su macOS e Windows si aggiorna da sola; su Linux no, e la pagina Scarica spiega perché: un AppImage non è firmato, e un aggiornamento che verifica sé stesso non ha verificato niente.

Quanto è affidabile il riconoscimento?

Abbastanza da risparmiarti la caccia, mai abbastanza da sostituire la rilettura. I valori con un codice di controllo (codice fiscale, partita IVA, IBAN, carte) sono confermati da un algoritmo. I nomi di persona no: li propone un modello, e una proposta si sbaglia. Per questo l’app non sostituisce niente che tu non abbia visto, e prima di esportare ti dice quanti valori restano in chiaro.

Posso aggiungere termini miei?

Sì. Nomi di controparti, sigle interne, denominazioni di società: entrano nel dizionario della pratica e vengono trovati come tutto il resto.

In che lingue è?

L’app parla italiano, inglese, sloveno e tedesco, barra dei menu e dialoghi di sistema compresi. Questo sito, per ora, italiano e inglese.

Licenza e acquisto

Serve un account per usarla?

Sì. Il programma si usa con un account: registrandoti partono tre giorni di prova con tutte le funzioni, e a fine prova serve l’acquisto.

Si paga a pagina?

No. Si paga la postazione, e le pagine sono quante servono. Un fascicolo da quattrocento pagine costa come uno da quattro, e non c’è nessun pacchetto da ricomprare a metà mese.

Che cosa succede quando la licenza scade?

Senza una licenza attiva il programma non si usa: finita la prova di tre giorni serve l’acquisto, e a licenza scaduta serve il rinnovo per continuare.

Come si compra?

Da soli, dall’area account: crei l’account, provi per tre giorni, e a fine prova compri direttamente da lì, dove trovi anche le fatture. Da cinque postazioni in su ci scrivi e il prezzo si concorda.

È rimasta una domanda?

Scrivici. Risponde qualcuno che ha scritto questo prodotto, non un modulo.

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